Coco Chanel, la bellezza nell’aria

di Isa Grassano

“La bellezza non sta né dentro né fuori, sta nell’aria che ti circonda”. Così era solita dire Coco Chanel (suo vero nome Gabrielle Bonheur Chanel), fondatrice e regina di un impero della moda, di cui ricorrono i cinquant’anni della sua morte (il 10 gennaio 1971 a Parigi). Un’aria di bellezza che lei avverte molto nei suoi numerosi viaggi in Italia, quando segue Luchino Visconti.

L’INCONTRO CON VISCONTI

Coco è all’apice della gloria quando incontra il regista. «L’incontro è folgorante, per entrambi. 
Lui ha trent’anni e rimane affascinato dal suo raro miscuglio di “bellezza femminile, intelligenza maschile
e fantastica energia”. Lei si fa trascinare dalla sua cultura». È questo uno dei ritratti su questa donna che ha cambiato lo stile di molte donne e che emerge dal libro “Chanel. La rivoluzione dello stile” di Chiara Pasqualetti Johnson (White Star ). Ancora le foto scattate in vacanza in Costa Azzurra dove sfoggia “scandalosi” pantaloni abbinati a magliette alla marinara e cascate di perle. Chanel crede molto anche nell’amicizia. Sempre nel libro si legge che al momento di lanciare il suo famoso profumo “Chanel n. 5”, lei gioca con astuzia e decide di non esporlo subito in vetrina. «Lo regala invece alle sue amiche più chic, contando su quel passaparola
che si rivela un potentissimo canale di promozione. “Per il lancio ho scelto la data del 5 maggio 1921, il quinto giorno del quinto mese dell’anno, lascerò che questo numero gli porti fortuna”, annuncia profeticamente Coco. La storia le darà ragione».

LIBRI IN USCITA

In queste settimane sono diversi i libri in uscita che tracciano un ritratto di Mademoiselle. La giornalista e scrittrice Annarita Briganti nella biografia non romanzata “Coco Chanel, una donna del nostro tempo” (Cairo) svela, dopo accurate ricerche, tratti inediti della personalità di questo grande mito. “La gente crede che io abbia trovato tutte le porte aperte, ma la verità è che le ho spinte”, diceva spesso. Tra le pagine il racconto della sua infanzia non dorata (nasce in un ospizio per poveri a Saumur, in Francia, il 19 agosto 1883), i suoi tormenti (ho un essere bianco e uno nero dentro), i suoi slogan (il lavoro: fallo fino alla nausea), la sua passione per la Russia, l’amore per la lettura (fa rilegare tutti i suoi libri con impresse le iniziali C.C. mentre usa G.C. per i documenti-oggetti ufficiali). E ovviamente le persone che hanno contribuito alla sua fortuna, come Marilyn Monroe, quando afferma di andare a letto solo con 5 gocce di Chanel. «In Rue Cambon –  sede storica della Maison – si sentiva l’arrivo di Mademoiselle dal suo profumo, hanno raccontato le sue collaboratrici, che lo spruzzavano nei camerini, sui fazzoletti, sulle scale circondate da specchi». E seduta su quelle scale seguiva le sue sfilate.

LE DONNE

Chanel insegnò alle donne a sentirsi libere, sicure ed eleganti, diventando la prima grande influencer della storia, tanto da essere spesso copiata. Roberta Damiata per Diarkos – Coco Chanel, unica e insostituibile – indaga tra le pieghe della sua vita portando alla luce nuove rivelazioni. In un periodo in cui la guerra incendiava il mondo, lei spinse il suo genio anche fuori dalle porte del suo atelier per abbracciare le idee naziste. Aveva un grande bisogno di amore, non avendone ricevuto dalla sua famiglia. Tutto il profumo di un’epoca in un racconto che somiglia ad un romanzo dalle sfumature forti. E del resto ripeteva: “La felicità non è altro che il profumo del nostro animo.”

 

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