Il mondo colorato di Toulouse-Lautrec è un inno alle donne

di Anna Romanin

Metti di concederti il lusso di un fine settimana con le amiche a Milano, tra shopping, aperitivi, librerie, passeggiate in centro e perché no mostre d’arte, che in questo autunno nel capoluogo lombardo abbondano per varietà e offerta. Noi ti consigliamo la raccolta monografica di Henri de Toulouse Lautrec (aperta fino a febbraio 2018). Tele, litografie in vari stadi, le immancabili affiche (con tanto di studio preparatorio) raccolte a Palazzo Reale, all’ombra del duomo e della Galleria Vittorio Emanuele. Un mondo colorato e mondano quello di Henri, non privo di contrasti, irriverenze e disincanto, velato di tristezza che vi conquisterà.

Il mondo colorato di Toulouse-Lautrec è un inno alle donne

Perché la mostra di Milano è da vedere? Intanto perché un grande numero di disegni e di litografie sono in collezione privata, quindi non si potrebbero ammirare altrimenti, poi perché è una mostra alla portata di tutte. Se già conoscete l’artista, ritrovetere soggetti noti, opere studiate e alcune “chicche” come l’intera raccolta Elles; se lo scoprite per la prima volta non potrete che rimanere incantate per la modernità dei temi, la qualità dei lavori.

Nel susseguirsi di sale dalla luce soffusa (i molti disegni a pastello non amerebbero una luce più forte) le 250 opere si mostrano raggruppate per temi. Tra una sala e l’altra vi sono alcune pellicole originali come quella dell’ardito can-can e della “danse serpentine” di Loie Fuller ripresa dai fratelli Lumière. Era il periodo storico in cui nasceva la fotografia, la cinematografia, si studiava un nuovo impiego delle luci a teatro.

 

Il mondo colorato di Toulouse-Lautrec è un inno alle donne

Un mondo che sembra così lontano ma al quale ci si avvicina in punta di piedi, grazie anche alle curatrici della mostra, due donne e non potrebbe essere altrimenti: Danielle Devynck e Claudia Zevi. In un certo senso vi sembrerà di essere catapultati nel tempo, nella ribalta di un teatro o a passeggio tra gli orti della Butte Montmatre, luogo lontano dalle luci sfavillanti del centro cittadino, ma ugualmente pieno di vita pulsante e “altra”: pittori, prostitute, artigiani, lavandaie, operai…

Cosa ci è piaciuto e che siamo certe piacerà anche a voi? I disegni che umanizzano la vita quotidiana delle prostitute nei bordelli, testimoni di amori saffici, erotici loro malgrado e senza curiosa morbosità, perché a quelle donne tristi non restava altro profondo legame che con la compagna con cui condividevano la stanza di piacere in attesa dei clienti. E’ la tristezza, infatti, il sentimento che più di ogni altro Toulouse Lautrec dice di trovare in loro, e di voler fissare nelle opere. Donne emarginate come lo era anche lui, messo al mondo da consanguinei e condannato probabilmente per questo ad un fisico cagionevole e deforme. Bello anche l’accostamento dei disegni del maestro francese con le stampe giapponesi, collezionate in vita e molto in voga nella Francia ottocentesca, che gli ispirano le campiture piatte e tagli prospettici arditi e l’uso del nero evitato dagli Impressionisti. Speciali tra tutte sono le stampe delle Case Verdi di Utamaro, vicine per tema alle sue case chiuse.

Il mondo colorato di Toulouse-Lautrec è un inno alle donne

In mostra sono tante le foto di Parigi e del pittore, non in pose compassate nonostante il titolo nobiliare (Henri de Toulouse Lautrec era conte) ma dove egli mostra il suo lato più ironico e divertente. Si fa ritrarre travestito, anche da samurai, nudo o in pose irriverenti. Si capisce che non se ne curò troppo del titolo nobiliare, se anche se per un periodo accontentò il padre e firmò i quadri con uno pseudonimo, seguì poi la sua strada. Col padre poche passioni ma una su tutte lasciò litografie straordinarie, quella per i cavalli: a Milano si ammirano due versioni di Le jockey, il fantino, realizzata due anni prima della morte, a soli 37 anni.

 

Iniziatore dei manifesti pubblicitari ante litteram, che promuovevano un locale (Le Chat Noir) o una professione (il fotografo) è impossibile non aver visto almeno una volta l’immagine della Goulue di Jean Avril o del gatto nero de Le Chat noir. Qui a Milano ne sono arrivati molti, insieme agli studi preparatori.

 

Il mondo colorato di Toulouse-Lautrec è un inno alle donne

Vale sempre la pena un viaggio che fa sorridere il cuore e noi pensiamo che il percorso in queste sale abbia questo potere, oltre ad estraniarci per un po’ dal quotidiano. E se finita la mostra vi verrà voglia di scambiare quattro chiacchiere o semplicemente vivere l’atmosfera della città, vi basterà attraversare la piazza del Duomo. In Galleria, l’aperitivo del Camparino, storico locale milanese, è d’obbligo. E di sicuro prolungherà il sorriso.

INFO:

Il mondo fuggevole di Toulouse- Lautrec, Palazzo Reale, fino al 18 febbraio 2018

www.toulouselautrecmilano.it

organizzatori (Electa editore e GAmm Giunti)

tempo di visita: 1 ora

costo ingresso: 12 euro

www.palazzorealemilano.it

 

 

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