Nella Valle di Saluzzo, in cammino con un’amica

di Isa Grassano

Dovevate vederla, la mia amica Anna, dovevate proprio vederla. Ci siamo conosciute al Liceo, io e lei, ma eravamo decisamente due tipe diverse. Io sempre in movimento, pronta a scalare montagne e rincorrere palloni, peggio di un maschiaccio, lei così pigra che durante le gite scolastiche avrebbe voluto far parcheggiare il pullman direttamente dentro al Colosseo o all’interno del Duomo di Milano. «È tanto grande, posto ce n’è di sicuro» diceva, e mi sono sempre chiesta se scherzasse davvero. Ed ora eccola lì, insieme a tanta altra gente, che marcia decisa come una locomotiva: «Ecco così, brava, respira con più ritmo… schiena dritta! Attenta alle braccia, muovile a tempo!», senza nemmeno protestare. Anzi sorride addirittura, poi si guarda intorno, soddisfatta.

Nella Valle di Saluzzo, in cammino con un’amica

Certo che i posti sono proprio belli – vallate a perdita d’occhio, monti selvaggi e dolci pendii – ideali per incorniciare un’attività come il “Fitwalking”. «Se il tutto consiste in lunghe passeggiate a ritmo sostenuto perchè non chiamarla semplicemente camminata sportiva e via?» mi fece notare Anna la prima volta che, con entusiasmo, le raccontai di questo sport. Ma poi solleticata dall’idea che quest’attività aiuta anche a bruciare calorie e quindi a dimagrire, divertendosi, decise di organizzare un viaggio in zona e iscriversi ai corsi promossi dalla Scuola sul Cammino (www.scuolacamminosaluzzo.it), degli olimpionici fratelli Damilano. Prima però si informò, attraverso una lunga navigazione su internet, su che cosa fosse esattamente questa nuova disciplina del fitness. Scoprì così che si basa su un’idea semplice ma efficace: il cammino, gesto quotidiano, fatto con metodo e con un buon ritmo si trasforma in esercizio sportivo.

Nella Valle di Saluzzo, in cammino con un’amica

Dunque è uno sport estremamente naturale. Non richiede capacità particolari e per questo è alla portata di tutti, indipendentemente dall’età e dalle capacità atletiche. È ottimo per allenare il corpo in modo globale, per tonificarlo, per tenere sotto controllo il proprio peso ma anche per migliorare la coordinazione. S’impara in poche lezioni e poi può essere tranquillamente praticato da sole o con le amiche nei momenti liberi della giornata. Insomma un modo facile e piacevole per mantenersi in forma, in equilibrio con l’ambiente circostante, regalandosi un benessere che dai piedi arriva dritto al cuore. Non per nulla la scuola che intende promuovere in Italia il Fitwalking è nata in quella che oggi viene definita “la città del Cammino”: Saluzzo

Nella Valle di Saluzzo, in cammino con un’amica

«E dove diavolo è questo posto?» fu la seconda domanda che mi fece Anna all’inizio dell’avventura. Beh, Saluzzo si trova in un angolo del Piemonte fuori dai soliti flussi turistici. Vicino ad Alba dove si va a mangiare tartufi e a bere del buon vino, come in un pellegrinaggio laico, non lontano da Racconigi, dove nidificano le cicogne ed i Savoia edificarono la propria favolosa reggia, e proprio ai piedi di quella magica montagna che è il Monviso, da cui muove i primi passi (anche lui!) il Dio Po. Ma questo dice poco di una terra magica, ricca di panorami da togliere il fiato ed echi non ancora sopiti di un passato glorioso di arte e cultura, che è come rimasta sospesa nel tempo. Saluzzo ne è la piccola e vezzosa capitale, circondata da paesini, borghi e castelli da far invidia a località ben più blasonate. Nelle valli che la circondano si respira un’atmosfera unica: nell’accoglienza, tra i volti della gente un po’ schiva, nei sapori come nei paesaggi. Sorprende la quiete di questi luoghi, ti avvolge e ti contagia. Sembra di trovarsi di fronte all’elogio della lentezza, un invito a prendersi tutto il tempo che si desidera e a godere di un’atmosfera rilassante ma senza correre il rischio di annoiarsi. Nelle valli del Marchesato si viene grazie alle parole di qualche amico. Non sono di quei posti famosi e alla moda, quelli che ti trovi stampati in quadricromia sui depliant nelle agenzie. No, qualcuno te ne parla, tu vieni a vedere e… zac! Scatta la magia. Almeno così è successo a me.

Castelmagno
Nella Valle di Saluzzo, in cammino con un’amica

Ho apprezzato subito tutto di questa terra: i colori cangianti della vegetazione, le colline, le rocce, i sapori genuini di una cucina saporita che invita a pasti lenti e a conversazioni tra amici. Quando a Anna parlai di questa meta per le vacanze di agosto, non è che ottenni grida di gioia: le interessava solo sapere se si mangiava bene. «Ottimamente – le risposi – la cucina vanta prodotti top della tradizione come il Toumin dal Mel ed il Castelmagno, tra i più raffinati formaggi. E hanno deliziosi dolci come i celebri “saluzzesi al rhum”, dolcezze alla nocciola, i “pumalin”, praline di cioccolato, mele e pasta di mandorle, il cui nome deriva da una maschera tradizionale ma anche dal dialetto puma, che vuol dire mela».

Nella Valle di Saluzzo, in cammino con un’amica

Ma ad Anna, amante del comfort più che mai, interessava prima di tutto sapere se c’era il modo di dormire comodi «Si può anche pernottare in un castello: a Castello Rosso (www.castellorosso.com), un antico maniero del ‘500, situato sulle colline di Costigliole, un quieto borgo di impianto medioevale», la tranquilizzai. E soprattutto se le cose da vedere erano facilmente raggiungibili «Ah, guarda, su questo non c’è dubbio: il traffico è scarso e l’affollamento inesistente». Ma ciò nonostante con le parole sembravo non averla convinta.

Ciciu
Nella Valle di Saluzzo, in cammino con un’amica

Quando l’affidai alle “cure” della Scuola sul Cammino protestò non poco, subodorando un inganno. Ed ora… Ora bisogna proprio vederla la mia amica Anna mentre se ne va a piedi nella bella campagna del Marchesato di Saluzzo, incontro a quei castelli di cui fino a poco fa non gli importava nulla. «Beeeello!» ha esclamato la prima volta che ha visto il Castello della Manta, con affreschi del periodo tardo gotico di soggetto profano o quello di Lagnasco che nasconde, tra le mura maestose, il segreto della “dama velata”, il ritratto di una donna con il viso coperto. E ancora la sua meraviglia di fronte agli spettacoli della natura come i “ciciu”, bizzarre formazioni geologiche, a Villar San Costanzo, che ricordano giganteschi funghi.

Ora stento a riconoscere la mia compagna del cuore mentre la osservo persa tra i vicoli di questi graziosi paesi o – e qui la svolta è stata epocale – mentre organizza un’escursione verso il Monviso, lei che diceva di amare solo le metropoli.

Miracoli di una terra che è difficile descrivere, meglio andare a vederla.

Ora anche Anna sta spargendo la voce…

 

 

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