Teresa Mannino. Sono nata il 23

Teresa Mannino. “Sono Nata il 23”

di Isa Grassano

«Il più grande viaggiatore? Odisseo (Ulisse per i Latini) che per fare il tragitto che l’avrebbe riportato in patria, a Itaca (dopo l’espugnazione della città di Troia) ha impiegato dieci anni. Eppure a vedere la cartina e il tragitto sarebbero bastati al massimo dieci giorni. Ma gli uomini si sa che trovano sempre una scusa per fermarsi da qualche parte». Esordisce così, Teresa Mannino, l’attrice palermitana adottata da Milano, dove ha trovato il successo grazie a Zelig tv, nel suo divertente monologo “Sono Nata il 23”. Al Teatro Duse di Bologna (www.teatrodusebologna.it), il suo spettacolo è un crescendo di risate, mentre affronta molte tematiche al femminile. Teresa scherza con il pubblico, soprattutto con i “terroni” della sua Sicilia venuti a darle supporto (le differenze tra Nord e Sud non sono stereotipi, esistono davvero e lei è brava nell’evidenziarle), cerca di coinvolgere tutti con domande, parte dai classici della letteratura, per dare consigli e consolare, soprattutto, le amiche con problemi di cuore. E ancora parla di Penelope e dei suoi tormenti mentre tesse la tela aspettando un uomo che intanto si consola con ninfe e maghe, un eroe infedele, come spesso sono infedeli gli uomini. E allora, con una sapiente ironia, ecco raccontate le differenze fra i maschi che hanno un’amante con i loro atteggiamenti che mutano (da lavarsi e profumarsi di continuo, al portare il telefonino sempre con sé, senza mai posarlo) e le femmine che, invece, sono capaci di nascondere benissimo ogni forma di simpatia verso un’altra persona.

Padrona della scena, senza mai appesantire, Teresa Mannino parla anche di vacanze, raccontando le sue esperienze da bambina, in Sicilia, quando con sua madre, sua zia e i suoi cugini andavano al mare, in otto in una cinquecento. Vacanze e viaggi, affermando come, di solito, il viaggiatore organizzato è donna. Attraverso battute da copione e una forte improvvisazione svela anche la sua paura dell’aereo, che contrasta con il suo desiderio di partire e di conoscere il mondo. «Pur di fermare il volo, faccio telefonate anonime, parlando di bombe nascoste nell’aeroplano», ironizza. «Ho anche comprato un manuale per vincere l’aerofobia, ma i consigli peggiorano la situazione. Ad esempio si legge che è bene distrarsi ascoltando le conversazioni dei vicini, e spesso loro parlano di incidenti aerei».

Teresa Mannino si racconta, racconta la sua vita e l’amore per la sua terra, Palermo (sulla scena spiccano palazzi a grandezza naturale come Porta Felice, il monumentale ingresso al Cassaro, l’attuale Corso Vittorio Emanuele). Non tralascia nemmeno le avventure/disavventure di essere la terza figlia, dalla mancanza di fotografie (ne conserva una vestita con l’abito della prima comunione) al dover fare sempre il bagno per ultima, quando l’acqua era già finita.

Per chi volesse godere di questo divertente spettacolo, ricordiamo le prossime tappe:

dal 3 marzo a Milano (al Teatro Nuovo)

e dal 19 marzo a Roma (al teatro Ambra Jovinelli)

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