UNA VACANZA DA “NOVELLE ARCHEOLOGHE”

di Isa Grassano

Ti affascina anche il più piccolo pezzo di un vaso antico? Ti senti un po’ Indiana Jones e sei amante della storia? Allora l’ideale per te è una vacanza da “novella archeologa”.

Da nord a sud, l’Italia riserva continue sorprese. Sono oltre 2000 i siti archeologici sparsi per la penisola: magnifici resti romani, preziose testimonianze di popolazioni di cui si sa poco o nulla, originali rinvenimenti di remote civiltà cresciute nella culla del Mediterraneo. E ancora musei, strade, teatri antichi, un eccezionale patrimonio di architetture, sculture e pitture, dove il tempo non smette di far rivivere l’anima del passato.

Noi di amichesiparte ti conduciamo alla scoperta dei posti più belli attraverso itinerari per appassionate ma anche per chi è meno esperta, perché all’importanza della storia si unisce la suggestione dei paesaggi in cui questi siti sono inseriti. L’occasione per una riscoperta delle proprie radici.

 

TOSCANA

Ti appassionano le vicende degli Etruschi? Potrai ripercorrere le loro orme in provincia di Siena. A Chiusi, oltre alle tradizionali tombe – su tutte quella “della Scimmia”, c’è il labirinto sotterraneo di Porsenna, il più famoso dell’antichità. In realtà è un groviglio di cunicoli sovrapposti con funzione di acquedotto, che porta ad una cisterna romana ancora intatta.

C’è anche una sezione del Museo dedicata all’Epigrafia Etrusca: 300 urne funerarie e 200 tegole con epigrafi poste su “banconi” tufacei. Se invece vuoi vedere da vicino il lavoro degli archeologi, il posto giusto è Il Parco Archeologico e Tecnologico di Poggio Imperialeche sovrasta il centro abitato di Poggibonsi. Qui avrai la possibilità di visitare le diverse fasi di insediamento – dalle abitazioni di epoca tardo antica, alle capanne di villaggio di epoca longobarda – riportate alla luce.

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PIEMONTE

Toccare con mano le vestigia dell’antica Roma. Anche in Piemonte. Fondata dai Romani, Augusta Bagiennorum, l’attuale Benevagienna (Cn) era una delle più importanti città dell’Italia Nord-Occidentale, indicata dai Romani come Gallia Cisalpina. Visita gli scavi: la città doveva essere cinta di mura; sono state ritrovate, infatti, due porte e quattro torri formanti gli angoli di un trapezio costituente il circuito della cittadina. Il foro si apre davanti al tempio ed è visibile il basamento.

Negli edifici che lo fiancheggiano riconoscerai vari ambienti e sale aperte sul portico, riccamente decorate, con intonaci dipinti a forti colori, e traccia di fregi ornamentali: si tratta forse di botteghe. Andando, invece, verso l’Elva, via Cuneo-Dronero, lungo una strada che percorre un bel canyon, incontrerai un piccolo gioiello: la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, uno dei monumenti più straordinari delle Alpi Occidentali. Il cippo marmoreo del I sec. d.C., murato nell’atrio, fa pensare che anche qui ci sia stato un presidio militare romano. Non trascurare il portale di ingresso ad arco strombato e a caratteristiche tardo romaniche, con decorazioni rosse sulle cornici dell’arco.

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VENETO

Si racconta che Fetonte, figlio del sole, un giorno volle guidare il carro del padre ma avendo poca esperienza precipitò nel fiume Eridano (il Po). Sul luogo accorsero le Eliadi, sorelle dell’infelice giovane, le quali tanto piansero l’amato fratello fino a che Zeus, commossosi, le trasformò in pioppi e le loro lacrime in ambra splendente. Al di là della leggenda, il Delta del Po è sempre stato una zona nevralgica nei traffici commerciali della resina fossile, apprezzata per la bellezza e per il profumo.

Alcuni ritrovamenti di elementi d’ambra, oltre a varie scoperte risalenti all’età del Bronzo e del Ferro, si conservano al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo che ha sede nell’antico monastero olivetano di San Bartolomeo uno dei più significativi complessi architettonici della città. Alla tradizionale sequenza di vetrine si affiancano ricostruzioni virtuali e installazioni multimediali. Poco distante da Rovigo è Fratta, le cui origini si perdono nel buio dei secoli. Gli storici vogliono che Fratta sia stata edificata prima della nascita di Cristo, ipotesi avvalorata dalle scoperte fatte in località Frattesina, i cui insediamenti risalgono all’era protostorica. Molto di quanto rinvenuto è ammirabile nel Museo Civico Archeologico.

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ABRUZZO

Un tempo il lago del Fucino, nella Marsica, era il terzo lago d’Italia per estensione. Poi, nel 1856, il principe Alessandro Torlonia ne ordinò la bonifica. Oggi rimangono solo i confini delimitati da Madonnine in ceramica collocate su piccole colonne. A San Benedetto – l’antica Marruvium, città romana, edificata proprio sulla riva del lago – è possibile ammirare ancora una di queste statue. Qui, sempre in epoca romana, era evidente un ricco porticato, rappresentato in un mosaico osservabile nella piazza centrale del paese.

Sotto il livello stradale si trova invece una strada romana, che probabilmente conduceva ad un tempio.

Sempre in zona, a

UNA VACANZA DA “NOVELLE ARCHEOLOGHE”

, è stato ritrovato un villaggio dell’età del Bronzo che ha fornito lo spunto per creare un innovativo Museo della Preistoria, dove sono anche attivi e visitabili i laboratori di restauro. Scopri Angizia, di epoca preromana, circondata da poderose mura ciclopiche.

Infine vale il viaggio il paese di Massa D’albe. Poco battuto dalle rotte turistiche, conserva i resti dell’antica Alba Fucens (tel. 0863/510338; www.albafucens.info) la più importante città romana d’Abruzzo. Da vedere la Chiesa di San Pietro in Albe del XII secolo, nata dalla trasformazione di un tempio pagano destinato ad Apollo e ciò che rimane dell’Anfiteatro e delle Terme.

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PUGLIA

Non devi per forza andare in Bretagna per ammirare i dolmen e i menhir. Nei dintorni di Otranto se ne trovano numerosissimi.

L’itinerario può iniziare da Giurdignano, definito il giardino megalitico d’Europa. Qui si trova il menhir Vicinanze I che presenta alcuni incisioni cruciformi; nei pressi è il menhir di San Paolo. Dal suo basamento i monaci italo greci vi hanno ricavato una cripta affrescata: raffigura il mito di S. Paolo e la tarantola (riproduzione del morso del ragno). Nella piazza, invece, si trova il menhir di San Vincenzo, il più accessibile di tutti. Ancora il Menhir Croce di Sant’Antonio, vicino Muro Leccese. Segnalato anche dalle cartine, il dolmen di Scusi, a Minervino. La particolarità è data dal suo allineamento perfetto all’asse solstiziale.

Piede di ercole massi della vecchia – Giuggianello

Infine non perdere il sito “Letto della Vecchia”, intriso di misteri e aneddoti. Grossi blocchi di pietra, dalla superficie levigata, emergono dal terreno e sembrano sentinelle silenziose tra gli olivi, di cui la zona è ricca. Ecco il piede di un gigante, o il piede d’Ercole come lo chiamano gli anziani

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BASILICATA

Le acque della costa ionica sono definite “le acque d’oro della Magna Grecia”. Qui, nell’VIII sec. a.C., nacquero Metaponto, Heraclea (oggi Policoro), Siris e Pandosia che ospitarono personaggi come Pitagora e che furono teatro di battaglie, come quella combattuta da Pirro contro i Romani.

Parco archeologico – Metaponto

I segni di questa importante fase storica sono visibili nel parco archeologico di Metaponto con l’area sacra dedicata ad Apollo Licio, il teatro greco, la necropoli. Belle le Tavole Palatine: le imperiose colonne del tempio di Hera, in stile dorico. Nel Museo Archeologico (via Aristea 21) c’è una curiosa esposizione sugli ornamenti femminili e sulla condizione della donna nell’antichità. Lasciato alle spalle il mare, potrai raggiungere Matera e addentrarti nel Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri.

Sono rinvenibili tracce dell’uomo: villaggi preistorici di epoca neolitica, chiese rupestri e cave. Infine lasciati affascinare da Venosa (Pz), fondata dai romani come Venusia, in onore di Venere, Dea dell’amore. Vanta i natali del poeta Orazio. Il Castello del Balzo (piazza Umberto I) ospita il Museo Archeologico con una raccolta di “tesori” dalla preistoria al periodo normanno: collezioni di ceramiche e di monete; mosaici e pitture parietali. Poco fuori l’abitato s’innalza l’anfiteatro romano: pensa che i tremila metri quadri di superficie accoglievano ben diecimila spettatori.

 

 

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