VIAGGIO NELLA TERRA DEL PROSECCO

di Gianni Angelini

 Un itinerario DOC che si snoda per circa 40 km da Conegliano a Valdobbiadene, alla ricerca delle migliori cantine dei grandi bianchi e dello spumante italiano, ma anche un’occasione per ammirare paesaggi agresti e per visitare luoghi ricchi di tesori d’arte. Raccontato, in via eccezionale, da un uomo. Uno sguardo diverso sul mondo del vino.

 

«Il primo bicchiere di vino giova alla sete, il secondo al buon umore, il terzo al piacere, al quarto vien dietro l’ubriachezza, al quinto l’ira, al sesto i litigi, al settimo il furore, all’ottavo il sonno, al nono la malattia». Così scriveva Petrarca e lungo la strada del Vino Prosecco, fra Conegliano e Valdobbiadene (entrambe fanno parte delle “Città del Vino”), le occasioni per una sana bevuta non mancano. Specie se si è in compagnia tra amiche. Ma pur essendo un maschietto voglio provarvi a raccontare questo territorio con uno sguardo nuovo, insolito. Siamo nella Marca Trevigiana, una trentina di chilometri a nord di Treviso, e il percorso si snoda lungo i 33 chilometri fra colline, vigneti, antiche locande e un susseguirsi di curve che attraversano graziosi paesi, alcuni minuscoli, un gruppo di case sorte attorno all’immancabile campanile. Ovunque lo sguardo incontra filari di vigneti e bastano poche ore perché il prosecco non abbia più segreti. Nella campagna non mancano notevoli testimonianze d’arte e di storia, fra tutte le chiese di San Pietro in Feletto, del VII secolo, e la chiesa di San Vigilio, a Col San Martino, ma non si possono dimenticare i resti del Castello di Collalto e l’imponente costruzione del Castello di San Salvatore a Susegana, nei pressi di Conegliano, città dal bellissimo centro storico medievale.

Nell’itinerario ovviamente si impongono alcune deviazioni, ma andiamo con ordine. Premesso che per comodità inizieremo il nostro percorso da Valdobbiadene (l’antica Duplavis), verso Conegliano, ci dirigiamo, dopo aver visitato la cittadina che vanta la famosa Villa dei Cedri, sede della manifestazione più famosa per quel che riguarda la spumantistica italiana, verso San Pietro di Barbozza e Santo Stefano, paesi ad alta vocazione vinicola, come del resto tutti quelli che andremo ad attraversare. All’interno della zona di produzione del prosecco Doc vi sono due aree dove si producono due grandi vini: il Refrontolo Passito e il Cartizze.

Quest’ultimo è in un’area di produzione limitata a soli 106 ettari,

denominata la “collina dai chicchi d’oro”, la produzione è quindi assai limitata e questo vino, dalle caratteristiche inconfondibili, risulta essere la punta di diamante dell’intera zona. La chiave del suo successo sta nel terreno, magro e pietroso, e nella raccolta dell’uva cartizze. Rigorosamente fatta a mano, grappolo dopo grappolo, i cui vigneti sono posti sui ripidi pendii della collina, la coltivazione viene denominata “viticoltura eroica”. Dall’abitato di Guia, dove le specialità della salumeria De Stefani si sposano in maniera perfetta con le bollicine di questo nettare bianco, si scende verso Col San Martino. Qui imperdibile è la visita alla chiesa di San Vigilio, affrescata nel sec. XIV, col campanile dal grande orologio. Il mio è un invito a salire per godere di una stupenda vista sulla piana di Sernaglia e sul Montello.

E’ la volta poi di Pieve di Soligo, capoluogo del Quartier del Piave, uno dei centri più vivaci dell’intera strada, impreziosito da stupendi palazzi d’impronta veneziana. Vale la pena fare due piccole deviazioni, la prima porta in quel di Follina, e la meta è l’abbazia di S.Maria (del sec. XII), sorta con l’insediamento dei monaci cistercensi, dove romanico e gotico si sovrappongono creando un’insieme di grande bellezza. Le colonnine e i capitelli di varie fogge che impreziosiscono il chiostro originale del 1268 dell’abbazia, rientrano nei capolavori d’arte del Veneto, così come la basilica trecentesca dove sono conservati notevoli affreschi. La seconda conduce a Collalto, dove si potranno visitare i resti del suo glorioso Castello. Riprendendo la via maestra, a Refrontolo si entra nella zona di produzione dell’altro vino esclusivo: il Refrontolo Passito DOC, ottenuto da uve Marzemino, una gioia soprattutto per le donne che più degli uomini amano i vini da dessert (ogni anno tra aprile e maggio si tiene la Mostra del

Prosecco e Refrontolo Passito, degustazione presso le cantine di Villa Spada). Il monumento più famoso del paese in questa terra di vini è un romantico mulino ad acqua ancora funzionante, il Molinetto della Croda, così chiamato perché incastonato nella roccia nel punto in cui il torrente Lierza forma una cascata di 12 metri. Si sa che le donne sono appassionate di shopping e non c’è che l’imbarazzo della scelta, anche se solo a tema enogastronomico: cantine e botteghe espongono il marchio del Consorzio di Tutela assicurando così la qualità dei prodotti a “denominazione di origine controllata”. Una manciata di curve inserite in un mare di vigne e si giunge a San Pietro di Feletto, con la millenaria Pieve abbellita dagli affreschi romano bizantini del XII secolo, e a Rua di Feletto, con il suo ex eremo dei Camaldolesi. Conegliano, infine, vi accoglierà con le sue piazze, i palazzi nobiliari e i suoi portici di chiara matrice veneziana. Prima di salire alla Spianata di Castelvecchio per ammirare la città dall’alto, visitate il centro storico, dove spiccano per bellezza il Duomo e gli straordinari affreschi sulla facciata della Scuola dei Battuti. In lontananza si intravede il Castello di San Salvatore dei Conti di Collalto a Susegana, da quando fu costruito, nel 1265, la proprietà si è sempre occupata di agricoltura e di vino, e oggi come allora, domina dall’alto i suoi rigogliosi vigneti.

Come arrivare

Da Milano autostrada A4 direzione Venezia, uscita al casello di Padova Ovest, proseguimento S.S.307 per Castelfranco Veneto e Valdobbiadene. Da Roma autostrada A1 direzione Bologna, poi A13 Bologna-Padova, uscita ancora al casello di Padova Ovest e come sopra.

Cosa vedere

A Valdobbiadene il Duomo e la Villa dei Cedri, sede della Mostra Nazionale degli Spumanti e di Altamarca; a Col S.Martino la suggestiva chiesetta di San Vigilio, col tozzo campanile dal grande orologio; a Follina la millenaria abbazia cistercense; a Solighetto, si trova Villa Brandolini, col museo Toti dal Monte e sede del Consorzio Tutela del Prosecco; a Refrontolo il pittoresco Molinetto della Croda, museo aperto sabato pomeriggio e domenica; a San Pietro di Feletto, la pieve del XII secolo, a Collalto i ruderi del castello medievale; a Susegana il Castello di San Salvatore, privato e visitabile solo in parte; a Conegliano, il Duomo, con portico gotico e campanile cinquecentesco, il Museo civico del Castello, con lapidario, monete e dipinti, la Casa di Cima da Conegliano, raccoglie documenti, memorie e riproduzioni di opere dell’artista e reperti archeologici.

Cosa comprare

A Guia di Valdobbiadene (TV) nella salumeria De Stefani, via Val 5, tel. 0423 901079, www.salumidestefani.it – specialità come la soppressa, i “Giacomini”, lo skenal e tanti altri ancora; per i vini naturalmente il Prosecco e il Cartizze nelle tantissime aziende e cantine dislocate lungo la Strada del Prosecco: tra queste citiamo Az. Agr. Val de Cune, via Spinade 41, Guia di Valdobbiadene (TV), tel. 0423901112, www.valdecune.it[email protected] ; “Adami”, a Colbertaldo di Vidor, tel. 0423 982110, www.adamispumanti.it; az. agr. “Agostinetto Bruno, loc. Saccol,

tel. 0423 972884, www.agostinetto.com; az. agr. “Bisol Desiderio & Figli”, via Fol 33, S.Stefano di V., tel. 0423 900138, www.bisol.it

Informazioni utili

Ufficio Informazione Turistica, piazza Marconi 1, Valdobbiadene (TV), tel.0423 976975

Altamarca, Villa dei Cedri – 31049 Valdobbiadene (TV),

tel. 0423 972372   www.altamarca.it

Consorzio Tutela del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOC

via Roma 7, 31053 Solighetto di Pieve di Soligo (TV),

tel. 0438 83028 – www.prosecco.it

Ufficio Promozione Turistica, via Colombo 45, 31015 Conegliano (TV), tel. 0438 21230

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